DE RERUM CALCIORUM - Blog Sportivo di un Tifoso Nerazzurro - Online dal 1 gennaio 2007

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mercoledì 22 maggio 2013

QUEL SOGNO DA CUI NON AVREMMO VOLUTO SVEGLIARCI...

Tre anni, tre lunghissimi anni. No, non vi ricorderò cosa successe il 22 maggio 2010. Lo sapete benissimo, lo sappiamo benissimo. E se per caso non lo sapete, peggio per voi.
Ancora una volta ho riletto gli articoli che scrissi in quella settimana e per l’ennesima volta sono stato tentato dal ri-postarne alcuni passaggi. Ma l’avevo già fatto lo scorso anno e due anni fa, non mi sembrava il caso di ripetermi (in ogni caso a fine articolo troverete i link, se avreste voglia di rileggere tutto).
Cosa dire? Ormai c’è ben poco da dire. Abbiamo già detto tutto e oggi, a distanza di tre anni e con l’Inter che ha chiuso la stagione al nono posto, quel trionfo è diventato un puntino lontano. Se ci pensate bene anche i vostri ricordi sono un tantino più distanti, più sbiaditi. Magari ricordate ancora cosa avete fatto, cosa avete detto, ma certe sensazioni, certi brividi, certi odori, li avrete quasi dimenticati.
Un po’ come quando fate un sogno. Il giorno dopo lo ricordate benissimo ma dopo una settimana avete ricordi vaghi ed imprecisi.

martedì 21 maggio 2013

IL RISPETTO È UN'ALTRA COSA

Il 26 Marzo 2012 Andrea Stramaccioni, con l'Inter in crisi, notato per aver vinto da pochi giorni la Next Generation Series (la Champions delle squadre primavera) guidando la squadra con determinazione e grinta, preparato e dotato di una certa stoffa e brillantezza, viene chiamato in prima squadra per risollevarla da un periodo nero.
Lui inizia a lavorare e in 7 partite a disposizione ottiene 4 vittorie 1 pareggio e 2 sconfitte, tra cui la superba vittoria per 4 a 2 nel derby.
Tutto ciò porta Moratti, scelto personalmente da lui, a confermarlo senza dubbi e fargli un contratto di 3 anni con l'intenzione di costruire un progetto, sapendo che non sarebbe stato possibile vincere subito e proprio per questo ripartendo da un allenatore giovane che già aveva dimostrato quello che valeva.
In estate fa 3/4 richieste, non viene accontentato, problemi di soldi dicono, e ripiegano su altre scelte secondarie.

Inizia il campionato tra alti e bassi, fino a trovare, con le caratteristiche dei giocatori a disposizione, il modulo giusto e la compattezza che portano a una serie di vittorie consecutive in casa e fuori, toccando l'apice con la vittoria di Torino sulla Juventus, viziata da un primo tempo con errori incredibili dell'arbitro, segno quindi di carattere e gruppo pronto a reagire. Da li inizia l'incubo.

lunedì 20 maggio 2013

DISASTROSO EPILOGO DI UNA DISASTROSA STAGIONE

Ci sono mille modi per perdere una partita. E ci sono mille modi per chiudere una stagione maledetta. Ma tra i mille modi non c’è sicuramente quello di prendere 5 gol in casa.

 Che ieri sera con l’Udinese avremmo perso l’avevamo messo in preventivo. L’andamento della stagione è sotto gli occhi di tutti, era inutile farsi illusioni e sperare in chissà quale risultato.

Ma ci aspettavamo una prova d’orgoglio, ci aspettavamo che tutti togliessero fuori gli attributi e tentassero di uscire da San Siro a testa alta, magari sconfitti ma a testa alta (10 giorni fa contro la Lazio si era vista ben altra Inter).
Invece è stata una partita pietosa, segnata già dopo 10 minuti e due disattenzioni difensive gravissime (senza considerare un salvataggio di Cambiasso sulla linea).
Non era questa l’Inter che avremmo voluto vedere ieri sera, non era questa l’Inter che avremmo voluto vedere negli ultimi 3-4 mesi.
I numeri di questa stagione sono impietosi. Sedici sconfitte in campionato, di cui 10 solo nel girone di ritorno (superato il record di sconfitte che durava dalla stagione 1946-47). 19 punti nella seconda parte del campionato: solo Pescara (2 punti), Palermo (15) e Atalanta (18) hanno fatto peggio.

domenica 19 maggio 2013

RALLEGRATEVI NERAZZURRI, FINALMENTE E' FINITA !!!

Serie A 2012-2013 – 38^ Giornata
INTER - UDINESE 2 - 5
1' Pinzi - 10' Domizzi - 12' JUAN JESUS - 40' Di Natale - 52' Gabriel Silva - 63' ROCCHI – 67' Muriel

INTER: (3-4-2-1): Handanovic; Pasa, Cambiasso, Juan Jesus; Nagatomo, Kuzmanovic (33' st Benassi), Kovacic, Pereira; Alvarez (9' st Palacio), Guarin; Rocchi (24' st Schelotto).
A disposizione: Belec, Carrizo, Forte, Garritano, Ferrara, Spendlhofer, Olsen.
All.: Stramaccioni.
UDINESE (3-5-2): Brkic; Benatia (24' st Angella), Danilo, Domizzi; Basta, Pereyra, Allan, Pinzi (43' st Rodriguez), Gabriel Silva; Muriel (35' st Badu), Di Natale
A disposizione: Padelli, Pawlowski, Ranegie, Campos Toro, Pasquale, Merkel, Heurtaux, Maicosuel, Zielinski.
All.: Guidolin.
Arbitro: Mazzoleni

Sì, finalmente questa maledetta stagione è finita. E’ questa l’unica buona notizia per l’Inter che chiude la stagione rimediando una cinquina dall’Udinese e chiudendo con 16 sconfitte al passivo (credo che sia un record…).
Stramaccioni, impegnato ormai nel preparare le valigie, schiera la formazione preannunciata con Handanovic in porta, Pasa, Cambiasso e Juan Jesus in difesa, Nagatomo, Kovacic, Kuzmanovic e Pereira a centrocampo e Alvarez e Guarin di supporto a Rocchi.
Pronti via e dopo 50 secondi l’Udinese è già in vantaggio con Pinzi. L’Inter ci capisce ben poco nei primi minuti. Al nono Cambiasso salva sulla linea e un minuto dopo Domizzi su cross da punizione infila il 2-0. Partita già segnata dopo 10 minuti ma i nerazzurri finalmente si svegliano. Al 12esimo Juan Jesus accorcia le distanze. Il gol rinvigorisce l’Inter che dà la sensazione di poter agganciare in pareggio. E’ una buona Inter quella del primo tempo ma a cinque minuti dal termine Di Natale si inventa un gol da cineteca e riporta l’Udinese a due gol di margine.

INTER ALL'ULTIMO GIRO, STRAMACCIONI ALL'ULTIMA PANCHINA?

Ultimo giro. Altri 90 minuti e poi questa stagione maledetta finirà in archivio. La sfida di stasera contro l’Udinese è poco più che una formalità. Noi giocheremo con il pensiero fisso al triplice fischio finale, loro si giocano le speranze europee con un orecchio a quello che faranno le due romane.
L’unico motivo d’interesse per gli interisti sta nel fatto che quasi certamente sarà l’ultima panchina nerazzurra per Andrea Stramaccioni (per la gioia di molti tifosi nerazzurri convinti che la panacea di tutti i mali sia Strama). Aldilà delle frasi di circostanze di Moratti e dei vari rumors che si sono inseguiti in queste settimane, mi sembra evidente che da domani le strade dell’Inter e di Stramaccioni si divideranno. Alla fine il tecnico romano sarà l’unico che pagherà le conseguenze di una stagione maledetta dove le colpe risiedevano altrove, e verrà data ancora fiducia a chi in questi anni ha fatto e continua a fare disastri.

Ma ci sarà tempo per le analisi, per i giudizi, per le considerazioni su questa stagione.

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